Come la Coca-Cola cambierà la produzione di contenuti digitali

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Coca-Cola ha pubblicato ‘Content 2020′, un video che illustra come il proprio approccio alla creazione di contenuti pubblicitari cambierà nel prossimo futuro.

Secondo me la visione di questo video è molto importante per tutti coloro che hanno intenzione di pubblicare contenuti on-line e creare un proprio business.

Aiuta infatti capire quale sia l’approccio che le aziende probabilmente utilizzeranno in futuro e come voi potete aiutarle a raggiungere i loro obiettivi.

Il concetto di base è che la Coca-cola vuole passare dalla creazione di pubblicità classiche alla creazione di contenuti in linea con i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo dei media.

Questo cambiamento avverrà seguendo nove “capitoli”.

Capitolo 1: come gestire lo sviluppo di contenuti “liquidi e collegati”.

Per liquido si intende raggiungere un livello di qualità di produzione contenuti il cui obiettivo è quello di creare idee così contagiose che non possono essere controllate. Queste idee sono collegate agli obiettivi commerciali, ai marchi e agli interessi dei consumatori.

Attraverso le storie raccontate, la Coca-Cola vuole guadagnare una sproporzionata fetta di mercato all’interno della cultura popolare.

Si tratta poi di interagire con le reazioni da parte del pubblico ogni singolo giorno dell’anno.

Capitolo 2: perché bisogna cambiare?

La Coca-Cola vuole raddoppiare la dimensione dell’azienda.

In secondo luogo si è resa conto che al giorno d’oggi la creatività appartiene a tutti.

Ad esempio, il numero di storie generate dai consumatori è maggiore rispetto al numero di storie generate dalla ditta relativamente ai propri marchi.

Infine, la distribuzione di tecnologia ha raggiunto un livello tale che il consumatore richiede la possibilità di accedere a contenuti relativi al marchio della Coca-Cola in modo costante.

È quindi necessario coinvolgere personale con le giuste conoscenze tecniche all’interno del team dedicato al lato creativo della produzione contenuti.

Inoltre la Coca-Cola vuole sviluppare rapporti con aziende tecnologiche (ad esempio Google).

Capitolo 3: l’evoluzione della narrazione di storie

La Coca-Cola vuole passare dal raccontare le storie in modo unidirezionale al raccontare le storie in modo dinamico.

In pratica si tratta di decidere quali elementi della conversazione integrare all’interno della progressione della storia in modo da eliminare il “rumore”.

 

Capitolo 4: includere “vivere positivamente” all’interno delle storie da raccontare

La Coca-Cola vuole includere il messaggio relativo al vivere in modo positivo all’interno di ogni comunicazione collegata ai propri marchi.

 

Capitolo 5: dagli approfondimenti alle provocazioni

Per produrre contenuti interessanti la Coca-Cola vuole utilizzare sempre di più dati e informazioni quantitative.

I professionisti in grado di comunicare gli approfondimenti raggiunti attraverso l’analisi di dati saranno in grado di aiutare a generare e creare le nuove idee di produzione contenuti.

 

Capitolo 6: sviluppare contenuti liquidi

La definizione di contenuto da parte della Coca-Cola è “la creazione di storia che vengono espresse attraverso ogni possibile connessione”.

Ogni storia deve essere significativa all’interno della vita dei consumatori ed offrire un valore aggiunto.

Deve essere altamente avvincente.

La definizione di liquido invece è: “elementi di contenuti che si muovono liberamente ma non diventano storie a sé stanti”.

Questo significa che non esiste un modello unico di produzione contenuti bensì la Coca-Cola collaborerà con diverse entità (come ad esempio blogger) per produrre contenuti.

Per la co-creazione di contenuti la Coca-Cola a cinque principi:

  • collaborare con i migliori
  • collegare queste menti creative
  • condividere i risultati delle iniziative
  • continuare lo sviluppo di iniziative
  • misurare il successo

Capitolo 7: usare il principio di investimento 70/20/10 per la produzione di contenuti liquidi

Il 70% dell’investimento dovrebbe essere indirizzato su produzione di contenuti a basso rischio. Questi contenuti “il pane quotidiano” e dovrebbero impiegare solo il 50% del tempo di produzione.

Il 25% del tempo invece dovrebbe essere dedicata alla produzione dei contenuti supportati dal 20% degli investimenti. Questi contenuti nascono dalla innovazione applicata ai contenuti di tutti i giorni più efficaci.

Infine c’è il contenuto ad alto rischio, il 10% degli investimenti. Idee nuove che diventeranno il 20% o il 70% del futuro.

Capitolo 8: fare ricerca sui contenuti liquidi

La Coca-Cola ammette che l’approccio attuale alla produzione di contenuti deve cambiare. La ricerca sia qualitativa e quantitativa sull’efficacia della comunicazione verrà aggiornata.

Ormai lo spot televisivo da trenta secondi è solo un capitolo all’interno della comunicazione di un’intera idea. Il metodo di ricerca attuale solidifica il contenuto troppo presto durante il processo di creazione invece di mantenerlo liquido.

Capitolo 9: usare il moltiplicatore di risorse al processo iterativo di produzione

La produzione deve essere più flessibile per essere in grado di gestire le varie tipologie di contenuti senza dover spendere molti più soldi.

La Coca-Cola vuole evitare di replicare il contenuto prodotto per un particolare canale bensì vuole iterare, iterare, iterare in base a ciò che ha imparato, producendo contenuti aggiornati per altri canali.

Cosa ne pensate?

Biografia dell'Autore

Aldo Mencaraglia è nato a Genova ed è cresciuto in provincia di Cuneo. A 19 anni è partito per studiare in Inghilterra e non è più tornato. Ha lavorato in Gran Bretagna, Cina e Taiwan e dal 2002 vive a Melbourne, Australia. Nel 2008, per condividere la sua esperienza con quanti sognano di cambiare vita, ha aperto italiansinfuga.com. Nel 2011 ha aperto Italiansinfugadigitale.com per condividere tutto ciò che ha imparato su come creare un blog.

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