L’invasione di ‘not provided’ in Google Analytics

  • Sharebar

Utilizzo Google Analytics come strumento principale per analizzare il traffico di Italiansinfuga.com.

Secondo me è uno strumento fantastico soprattutto quando si prende in considerazione il prezzo. Gratuito.

C’è però un aspetto di Google Analytics che è andato peggiorando con l’andare del tempo, soprattutto durante gli ultimi mesi.

Le informazioni relative alle parole chiave all’interno del ‘Traffico di Ricerca Organico’ sono diventate praticamente inutili.

Per chi non conoscesse la funzionalità alla quale mi riferisco, Google Analytics consente al gestore di un sito web di sapere attraverso quali parole chiave gli utenti hanno trovato il suo sito su Google.

Ad esempio, come da immagine, le parole chiave più comuni attraverso le quali gli utenti trovano Italiansinfuga sono, oltre ad ‘Italiansinfuga’ stessa, ‘lavorare all’estero’, ‘lavorare in Australia’, ‘lavoro estero’, eccetera.

Queste informazioni sono molto importanti per capire quanto efficace siano gli sforzi di SEO e quali siano gli argomenti di interesse ai lettori quando arrivano sul nostro blog.

Voglio far notare come il termine in cima alla graduatoria sia ‘not provided’.

Cosa significa?

Google decise nel 2011 che non avrebbe più apertamente condiviso le parole chiave per gli utenti che stavano utilizzando il motore di ricerca quando ‘loggati’ con il proprio profilo Gmail o altri dell’ecosistema Google.

Questo fu giustificato con una questione di privacy.

Sinceramente non ho capito la motivazione ma tant’è….

All’inizio non sembrò un dramma perché Google disse che la percentuale di parole chiave ‘nascoste’ sarebbe stata e rimasta minima.

Infatti, per quello che riguarda Italiansinfuga, la prima percentuale che riscontrai fu del 17%.

 

Un po’ fastidiosa ma non drammatica.

Purtroppo, però, questa percentuale è continuata a crescere in modo molto costante ed è esplosa durante Settembre 2013, quando si è attestata al 77%.

Potrei anche ipotizzare che il 77% delle parole chiave riflettano, in proporzione, l’universo ‘visibile’,

Un conto è farlo quando l’universo visibile è pari al 83% dell’universo totale, come ad Aprile 2012.

Un conto è farlo quando l’universo visibile è pari al 23%.

Ipotizzare che il 77% delle parole chiave nascoste riflettano il 23% di quelle visibile è statisticamente imprudente.

Praticamente l’informazione che ho a disposizione è talmente minima, nel contesto totale, da essere inutile.

State affrontando lo stesso problema?

Biografia dell'Autore

Aldo Mencaraglia è nato a Genova ed è cresciuto in provincia di Cuneo. A 19 anni è partito per studiare in Inghilterra e non è più tornato. Ha lavorato in Gran Bretagna, Cina e Taiwan e dal 2002 vive a Melbourne, Australia. Nel 2008, per condividere la sua esperienza con quanti sognano di cambiare vita, ha aperto italiansinfuga.com. Nel 2011 ha aperto Italiansinfugadigitale.com per condividere tutto ciò che ha imparato su come creare un blog.

Commenti (3)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Riccardo scrive:

    Confermo, da settembre i “(not provided)” hanno preso il sopravvento sulle keyword visibili, penso sia dovuto all’imminente lancio di Universal Analytics

  2. Michela scrive:

    E’ vero sono aumentati in maniera impressionante e non capivo perche’. Grazie della spiegazione

  3. Riccardo scrive:

    Se può interessarti ho trovato un metodo che può aiutare a cercare di capire cosa c’è dietro ai “(not provided)”, lo spiego qui http://blog.lateatnight.org/2013/10/not-provided-in-google-analytics-una.html

Scrivi un commento




Se vuoi mostrare una tua immagine di fianco ai commenti, crea un Gravatar.